![]() |
SETTIMANA DELLE MONTAGNE
VALTELLINA-VALCHIAVENNA 2/12 MAGGIO 2002 |
| NOTIZIE | |
| Sondrio, 02 maggio 2002 | |
| UNA MONTAGNA DI FOTOGRAFIE | |
![]() |
Sondrio - Nel salone dei balli del Credito
Valtellinese è stata inaugurata la straordinaria mostra "Una montagna
di fotografie", ovvero la Valtellina vista un secolo fa attraverso gli
occhi di un grande del nostro tempo come Alfredo Corti che ha raccontato
le nostre montagne, la gente ed i paesi attraverso immagini che non tramontano.
La mostra è stata il primo atto della SETTIMANA DELLE MONTAGNE in Valtellina e Valchiavenna e se il buongiorno si vede dal mattino sarà certamente una settimana alla grande. All'incontro di Sondrio sono intervenuti i famigliari di Albredo Corti, il figlio Nello in particolare che ha messo a disposizione il prezioso archivio del padre; Achille Compagnoni, primo uomo in vetta al K2, è intervenuto all'inaugurazione della mostra con tanti illustri ospiti invitati dal Cai Valtellinese e dal Credito Valtellinese che con il Comune di Sondrio hanno reso possibile questo avvenimento. Il saluto è stato portato da Miro Fiordi (Fondazione Credito Valtellinese) che ha richimato il concetto di "cultura della montagna" come traspare dalle immagini di Alfredo Corti che sarebbe buona cosa recuperare; il sindaco di Sondrio Alcide Molteni ha sottolineato l'importanza di rappresentare la montagna anche attraverso la sua storia e tutte le sue vicende, l'impronta che è stata data alla mostra ed alla "settimana". Per il nostro presidente Angelo Schena "è stato bello cominciare la settimana delle montagne con questa fantastica mostra che suscita un po' di invidia per il tempo che è passato". Antonio Boscacci, curatore della mostra e del libro che raccoglie tutto l'archivio Corti ha presentato e spiegato la importante iniziativa. |
| Visita la mostra in Internet | |
![]() |
Alfredo Corti (1880-1973) è stato senza
ombra di dubbio il più grande fotografo di montagna che la Valtellina
abbia mai avuto.
E' sembrato quindi del tutto naturale che in occasione dell'ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE venisse allestita una mostra con le foto del suo ricchissimo archivio fotografico. Per molti certamente sarà una vera scoperta: la sua opera fotografica infatti è rimasta nascosta, in gran parte, per oltre cinquant'anni. Un patrimonio splendido e vasto, una documentazione precisa e puntuale delle nostre valli e delle nostre montagne, dalla val Masino al ghiacciaio dei Forni, dal pizzo Badile all'Ortles. La Fondazione Credito Valtellinese ha accettato con molto piacere l'invito rivolto dal Club Alpino di Sondrio di celebrare insieme l'eccezionale figura di questo illustre Valtellinese. La mostra presenta una novantina di sue fotografie, alcune delle quali sono state restaurate con un lungo, faticoso e accurato lavoro (i molti anni trascorsi avevano lasciato in alcune immagini segni di logoramento ben visibili). Alfredo Corti nacque a Tresivio (Sondrio) il 24 Luglio 1880. Iniziò fin da bambino a conoscere le montagne accompagnando il padre nelle sue gite sui monti di Boirolo. Compì gli studi classici a Sondrio presso il locale Ginnasio ed il Liceo. Quegli anni furono molto importanti nell'indirizzarlo verso gli studi naturalistici (il suo primo lavoro sulle "Galle" della Valtellina è del 1899) e nel fornirgli una cultura umanistica. Nel 1902 si laureò in Scienze Naturali all'università di Pavia e l'anno seguente iniziò la carriera universitaria a Parma. Nel 1924 vinse la cattedra di Anatomia Comparata della facoltà di Scienze Naturali dell'università di Torino. Si trasferì così nella città piemontese con tutta la famiglia (si era sposato nel 1914 con Helen Hamilton, di origine scozzese, dalla quale ebbe cinque figli). La seconda metà degli anni '20 e gli anni '30 furono segnati dal suo senso di libertà che gli impediva di sottomettersi al regime fascista. Nel 1942 venne arrestato e contemporaneamente privato della cattedra universitaria ed espulso dal Centro Alpinistico Italiano (come veniva allora chiamato il Club Alpino Italiano). Al termine della Seconda Guerra Mondiale occupò nuovamente la sua cattedra universitaria a Torino e la tenne come professore emerito fino al 1955. Morì a Roma il 7 Luglio 1973 e venne sepolto, con la compagna della sua vita ed il figlio Marco, nel Cimitero "degli Inglesi". Pur non tralasciando gli impegni universitari Alfredo Corti tornava, appena possibile, alle montagne, soprattutto della Valtellina. Fino dal 1898 era diventato membro del Club Alpino Italiano e si era dedicato ad esplorare i gruppi montuosi della sua valle, che amò con grande passione ed esplorò fin negli angoli più remoti, diventandone, in pochi anni, uno dei più profondi conoscitori. Per questo gli venne affidata, dal C.A.I. la redazione della Guida della Regione del Bernina, pubblicata nel 1911, nell'ambito della Guida delle Alpi Retiche Occidentali. Non bisogna dimenticare che nel 1909 pubblicò, con W. Laeng, una interessantissima Guida delle Alpi della val Grosina. Stimolato anche dalla stesura di questi lavori, aprì un gran numero di vie nuove e percorse e ripercorse centinaia di itinerari classici. Tra il 1934 ed il 1938 curò la redazione della guida della zona centrale delle Alpi Orobie, che però, a causa delle vicende belliche e di altri problemi, venne pubblicata solo nel 1957 (gli autori furono Alfredo Corti, Bruno Credaro e Silvio Saglio). La profonda conoscenza delle montagne gli veniva dal suo modo di intendere l'Alpinismo: non un semplice andar per monti, ma una continua ricerca di itinerari, luoghi nascosti e soluzioni capaci di produrre sempre nuove emozioni. Questi aspetti permettono di considerare Alfredo Corti come il più importante rappresentante valtellinese dell'alpinismo classico. |
|
www.cai2002.valtellina.info
- ufficio stampa – armando trabucchi
(tel 335.8024400 – fax 0342.929375)
|
|
| HOME | TUTTE LE NOTIZIE |