SETTIMANA DELLE MONTAGNE
VALTELLINA-VALCHIAVENNA 2/12 MAGGIO 2002
NOTIZIE
Bormio, 08 maggio 2002 
OTTOMILA IERI, OGGI E DOMANI...
E' stato il clou della giornata l'incontro con gli alpinisti dei 14 ottomila, ovvero Fausto De Stefani e Krysztof Wielicki. Un modo diverso di intendere la montagna, l'alpinismo, l'avventura delle grandi conquiste; ma un comune sentimento di rispetto, paura, ammirazione per la montagna e le grandi salite. Non solo, anche la consapevolezza che qualcosa in più per la montagna debba essere assolutamente fatto.
Con loro, in una straordinaria serata per gli appassionati che hanno affollato la sala delle Terme di Bormio, anche Achille Compagnini e Kurt Diemberger - già protagonisti di altre serate - e soprattutto Manuela Di Centa con Fabio Meraldi, come a dire il domani degli ottomila con il sogno di Manuela di arrivare "dopo il giusto cammino alla montagna più alta del mondo". La serata è stata guidata da Roberto Serafin, caporedattore dello Scarpone.
A Ponte... teatrando - Grande successo nel pomeriggio per l'amimazione teatrale che i ragazzi di Ponte in Valtellina hanno offerto ai partecipanti alla settimana delle montagne raccontando il loro paese, la sua storia e le sue tradizione attraverso un teatro allestito per le strade e le piazze. Per saperne di più...
Frutticoltura di montagna: un importante convegno
Nel cuore della settimana delle montagne, dopo aver approfondito la complessa tematica dei musei alpini e prima di concentrarsi in una giornata di spessore dedicata ai temi dell'escursionismo, Bormio e la Sala della Banca Popolare hanno dato spazio e lustro ad un aspetto peculiare dell'economia del territorio, ovvero la frutticoltura di montagna. Un convegno, voluto ed organizzato dentro il grande contenitore della settimana da Ilaria Mignani dell'Università di Milano con la Fondazione Fojanini e con la Società Orticola Italiana, ha offerto a tecnici, operatori, produttori ed amministratori l'occasione di approfondire, attraverso un nutrito scambio di esperienze e di informazioni scientifiche, un tema che riguarda molto da vicino la provincia di Sondrio.
Forse più per le raltà di fondovalle che per quelle a maggiore vocazione turistica, ma in egual misura coinvolte se non altro nella promozione e valorizzazione delle produzioni locali. Il caso di "una melavì oggi sempre più conosciuta - ha sottolineato l'assessore provinciale Rudini - è emblematico del lavoro che è stato svolto in valle attorno a questo settore". Alla frutticoltura - ha detto in apertura Fabio Rava della Fondazione Fojanini - "abbiamo molto da dare come montagna, mettendo in campo ogni energia".
La giornata si è sviluppata attraverso la presentazione di ricerche e relazioni tecniche e scientifiche che hanno spiegato aspetti economici e sociali della frutticoltura di montagna, importante anche per la difesa del territorio; hanno provato a capire la competitività economica delle prodizioni frutticole coltivate in montagna (in Valtellina si sta pensando seriamente anche ai frutti di bosco) e soprattutto il ruolo della cooperazione, così importante in valle come è stato evidenziato dall'esperienza della Cooperativa di Ponte. Diversi interventi hanno portato esempi e situazioni di altre zone montane, mostrando peculiarità e differenze, varietà di prodotti e mercati, tradizione ed innovazione nelle colture frutticole. Fragola, castagno, coltivazioni tradizionali e frutticoltura minore sono state al centro delle relazioni pomeridiane nelle quali sono intervenuti i relatori della Fondazione Fojanini di Sondrio non solo per portare le esperienze dirette di Valtellina e Valchiavenna ma anche per sostenere il concetto che le frutticolture minori sono una grande opportunità di valorizzazione dei territori marginali e la soluzione di molte problematiche.
Chiavenna A Chiavenna nella serata dell'8 maggio, presso la Sede del Credito Valtellinese, si è svolta la conferenza su "Il Passo dello Spluga" organizzata dalla locale Sezione del CAI e tenuta dalla ricercatrice, scrittrice ed archeologa Silvia Tenderini. Di fronte ad un pubblico numeroso ed attento la relatrice, con il supporto di un ampio corredo di immagini tratte da stampe o disegni d'epoca, ha sapientemente e limpidamente illustrato le vicende che dall'epoca romana fino alla fine dell'800 si sono succedute lungo un Passo che ha avuto periodi di alterna fortuna. Dagli albori legati alla viabilità imperiale in cui sicuramente lo Spluga assunse un ruolo rilevante di direttrice sud-nord per commerci ed eserciti, ai fasti dell'epoca medioevale e rinascimentale pur in concorrenza continua con i vicini Passi del Maloja e del Septimer. Il tutto comunque intimamente vincolato alle vicissitudini ed ai voleri del Vescovo di Coira ed ai potentati imperiali germanici da una parte ed ai Signori Milanesi, Spagnoli e Francesi in successione, dall'altra. Dopo un temporaneo declino ecco l'ultima età aurea fra settecento e seconda metà dell'ottocento con la costruzione sotto il dominio austriaco di quella mirabile opera di ingegneria civile che è l'ardita strada carrozzabile che da Campodolcino conduce al Passo, a tutt'oggi presente nelle sue impronte originali. Seguì poi l'inarrestabile declino legato alla scelta di altre direttrici per l'
asse viario Nord - Sud Europa attraverso i trafori del S. Gottardo e del Sempione.
Oggi il Passo dello Spluga rimane la via diretta più breve verso il Centro Europa, ma è anche quella sicuramente meno percorsa e quindi meno alterata dalle grandi direttrici di traffico. Esso mantiene intatto il suo fascino di percorso inserito in un ambiente ancora pressocchè integro: ciò potrà, se opportunamente valorizzata, essere la prospettiva vincente per poter aprire un'epoca di nuova vivacità per una via di così antiche e gloriose tradizioni. (Maurizio De Pedrini)
Vittorio Sella: una mostra per ricordare il grande fotografo ed alpinista. E' stata presentata nel pomeriggio da Ludovico Sella che ha raccontato il percorso umano, artistico e alpinistico di Vittorio di cui viene presentato un rapido percorso attraverso le immagini delle montagne di Valtellina e Valchiavenna oltre ad alcune che ricordano le sue spedizioni in paesi extra europei. La monstra presso la sala della Torre Alberti resta aperta sino a domenica 12 maggio.
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